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IL MISTERO DEL NEANDERTHAL.

  • Photo du rédacteur: Andrea
    Andrea
  • 15 févr. 2023
  • 8 min de lecture

Il mistero dell’estinzione dell’uomo di Neanderthal. Un racconto che riassume le teorie più comunemente accettate come concause della sua progressiva diminuzione demografica ma che soprattutto esplora il dibattito sulla responsabilità di noi Homo Sapiens nell’estinzione delle altre specie umane.


Cosa ci rimane di loro a parte i fossili? Un incredibile studio del genetista svedese Svante Pääbo vincitore del premio Nobel nell’ottobre 2022, rivela al mondo intero che Neanderthal vive in qualche modo ancora tra noi… nel nostro genoma.


Il primo episodio sull’evoluzione dalle scimmie alle altre specie umane: https://youtu.be/REm2i48Kz94



Nel primo episodio abbiamo spiegato la classificazione di Linneo in Genere e Specie ed abbiamo percorso l’albero evolutivo che da un antenato primate comune, ha portato alle altre specie appartenenti al genere umano.

Ed infine abbiamo introdotto quello che sarà il tema di questo secondo video: ovvero il mistero dell’estinzione dell’homo di Neanderthal che sappiamo oramai essere stato una specie di uomo molto evoluta al pari dell’Homo Sapiens.


E a meno che non siate già ferrati sull’argomento vi consiglio di mettere in pausa questo video e andare a dare un’occhiata al primo episodio di cui lascio il link in descrizione…. e altrimenti… buon racconto di scienze.



GLI ALTRI UOMINI ANCORA TRA NOI.


Tenetevi stretti… se non lo avete ancora saputo da altre fonti, quello che vi sto per dire non vi lascerà indifferenti: uno studio del biologo genetista Svedese Svante Pääbo, pubblicato nel 2010 e vincitore del premio Nobel proprio nel momento in cui sto montando questo video nell’ottobre 2022, rivela al mondo intero che le odierne popolazioni dell’Europa, dell’Asia e dell’Australia possiedono da 1 a 4 % di DNA dell’uomo di Neanderthal. E poiché non è mai esattamente lo stesso pezzo di codice uguale in ogni persona, sommando tutti i pezzi di DNA, si stima che Neanderthal abbia trasmesso 30 % del proprio genoma a tutte le popolazioni sapiens odierne non africane.


Le popolazioni africane non avrebbero ereditato del DNA di neanderthal poiché questa “ibridazione” è avvenuta con le specie locali solo dopo che il Sapiens è uscito dall'Africa circa 80 mila anni fa.


Perché non è finita qui, non solo del Neanderthal, ma nel nostro DNA vi sono anche segmenti dell’uomo di Denisova: ve lo ricordate? Quel cugino Siberiano che abbiamo citato nell’albero evolutivo nel primo episodio… proprio lui.


Eh avrete ben capito che cosa questo significhi….proprio così … Neanderthal e Homo Sapiens, due specie diverse, si sono dunque accoppiate ed hanno dato origine a una progenie capace a sua volta di procreare.


Immagino che a questo punto siate un po’ confusi: nel primo video vi dicevo che uno dei caratteri principali che distingue il limite tra una specie ed un'altra è proprio la capacità di procreare una progenie feconda… ed adesso scopriamo invece che queste 2 specie distinte… avrebbero infranto questa regola biologica?


Il fatto è che in realtà in biologia non è tutto bianco o nero, vi sono molte zone grige di passaggio dove in un passato lontano 2 specie diverse come cavallo e asino che abbiamo già preso come esempio non erano ancora così geneticamente distanti e potevano ancora accoppiarsi e dare origine ad una progenie feconda, prima che un’ulteriore mutazione non spezzi definitivamente quest’ultimo filo di compatibilità. Ed è stato così anche per Sapiens e Neanderthal: pur essendo 2 specie ben distinte, 50 mila anni fa erano ancora geneticamente sufficientemente affini per poter, in rari casi, procreare e permettere così al DNA di neanderthal di sopravvivere nell'homo Sapiens.


Sebbene estinto, una parte dell'uomo di Neanderthal è in qualche modo ancora tra noi, nel nostro genoma.



IL MISTERO DELL’ESTINZIONE DEL NEANDERTHAL.


Torniamo al mistero della scomparsa dell’uomo di Neanderthal e cerchiamo di riassumere il dibattito scientifico su questo dilemma:


Innanzitutto in maniera piuttosto unanime si tende ad escludere che si sia estinto a causa di carestie o cambiamenti climatici. Il Neandertal aveva infatti un'alimentazione molto diversificata ed era quindi capace di adattarsi a situazioni di minore disponibilità di alimenti ed in ogni caso proliferò nella gelida Europa di quell’epoca per 200 mila anni tra intemperie ed animali feroci. E' più che ragionevole affermare che, almeno a prima vista, fosse molto meglio adattato all’ambiente circostante rispetto al Sapiens proveniente dalla calda Africa.


Per citare invece alcune delle teorie ricorrenti sull’estinzione, si ipotizza per esempio che il cannibalismo praticato dal Neanderthal probabilmente come rito funebre, possa aver sviluppato e diffuso in un numero importante di individui il cosiddetto “kuru”, una malattia del cervello conosciuta appunto come conseguenza del cannibalismo, o ancora l’evidenza che il Neanderthal vivesse in piccole tribù geograficamente abbastanza isolate e che questo possa avrebbe indotto ad una certa consanguineità tra i membri di una stessa tribu, indebolendo così la specie nel lungo periodo, oppure ancora l’ipotesi che il contatto con il Sapiens abbia portato malattie a cui il Sapiens era relativamente immune, ma che si rivelarono mortali per il Neanderthal, sulla falsariga di quanto accadde quando i conquistadores europei sbarcarono in America nel 15esimo secolo. E in ultimo recenti studi avrebbero messo in luce una semplice diminuzione della fertilità nelle donne Neanderthal.


Queste ed altre ipotesi sono comunemente accettate come concause probabili della sua progressiva diminuzione demografica, ma prese singolarmente nessuna di queste sembra essere sufficiente forte per spiegare veramente l’estinzione dell’uomo di Neanderthal.


Non sappiamo ancora con certezza cosa o chi gli abbia dato il vero colpo di grazia.

Qualcos’altro di ben più stravolgente è dovuto succedere…


E avrete intuito che la domanda che sorge legittima a questo punto è: qual è la responsabilità di noi Homo Sapien nella loro estinzione ?


E, parentesi, quando dico la responsabilità di noi Sapien, intendendo veramente noi: non un ominide primitivo da cui potremmo sentirci autorizzati a prendere le distanze… proprio noi. Se metteste un paio di jeans e una camicia a un sapiens di 30mila anni fa e gli creaste un profilo su Instagram: nessuno noterebbe nulla di strano. Cosi come se metteste il suo cadavere sul tavolo di un patologo: non noterebbe nulla di anatomicamente diverso. Quel Sapiens… siamo noi Sapien, certo senza YouTube e senza cellulare, ma noi in tutto e per tutto.

Diversi studi hanno dimostrato come la diminuzione demografica del Neandertal sia in realtà cominciata ben prima del suo incontro con noi sapien, e addirittura adesso appena scoperto l’evidenza di una loro fusione. Ma allora perché la scienza non ci discolpa una volta per tutte chiudendo definitivamente il dibattito? Perché non osiamo escludere l’ipotesi di essere stati proprio noi Sapien a estinguere o a contribuire fortemente all'estinzione dell’uomo di Neanderthal? Li abbiamo forse sterminati direttamente o indirettamente in quello che sarebbe il più grande genocidio della prestoria?


Non ci sono reperti che testimoniano di atti di guerra genocida da parte del Sapiens e in scienza tutto ciò che non è sostenuto da prove smette di far parte del “sapere scientifico” e comincia piuttosto a chiamarsi “speculazione”. E allora, anche se l’interrogativo sulla responsabilità del Sapiens è ben presente e ricorrente nel dibattito scientifico, è giusto precisare che quello che andremo a fare nei prossimi minuti è pura speculazione…


Dunque: non vi sono prove, ma ci sono alcuni spunti di riflessione, che possiamo chiamare indizi che fanno dormire male i paleoantropologi che si interrogano su l'estinzione dell’uomo di Neanderthal.



LA TOLLERANZA DEL SAPIENS.


il primo indizio riguarda il fatto che nel corso della storia, l’homo Sapiens non ha mai brillato per la sua tolleranza, nemmeno verso i simili della stessa specie e talvolta nemmeno verso i componenti di uno stesso gruppo familiare ristretto.


In ogni epoca, in ogni luogo, qualsiasi cosa vivente o inanimata ne abbia disturbato il comfort fisico, materiale o morale… il Sapiens ha finito presto o tardi per occuparsi del suo caso in un modo o nell’altro.


E non vi è nessun motivo di pensare che ciò sia stato diverso nella preistoria.

Ed il Neanderthal era troppo diverso per tollerarlo e troppo simile per ignorarlo.



DOVE IL SAPIENS ARRIVA, STRAVOLGE.


Il secondo indizio invece si basa sulla mera constatazione che nel corso della sua espansione dall’africa al resto del mondo cominciata circa 80 mila anni fa, in ogni epoca e in ogni luogo l’homo sapiens sia giunto ha finito per stravolgere in pochissimo tempo l'ecosistema autoctono. Circa 45.000 anni fa, i Sapiens arrivarono in Australia e in poche migliaia di anni un gran numero di specie locali come i canguri giganti o i leoni marsupiali, scomparvero definitivamente e le catene alimentari australiane furono stravolte in maniera irreversibile.


In tutti i continenti i leggendari mammut e le tigri dai denti a sciabola così come un'infinità di altri animali preistorici indietreggiarono fino a scomparire man mano che il Sapiens si insediava nel loro habitat.


E più recentemente, in nuova Zelanda, l’arrivo dei primi Sapien 800 anni fa segnò la condanna a morte della maggior parte degli animali di grandi dimensioni, la cosiddetta megafauna, e del 60% delle specie di uccelli in un lasso di tempo di appena 200 anni.

O ancora oggi, pensate solo a lunghissima lista di animali a rischio di estinzione, e a quelli che già si sono estinti.


« è sufficiente dire che l’Homo Sapiens ha semplicemente il privilegio di essere la più grande catastrofe ecologica del pianeta! »

Diciamo pure che dove il sapiens arriva… stravolge. Potrete dire distrugge se vorrete dargli una connotazione negativa, oppure potrete dire edifica se vorrete vedere il lato positivo della cosa, lascio a voi questa scelta, ma il fatto è che dove il Sapiens arriva…cambia.



« se posso aggiungere un dato significativo a questo argomento: sappiate che della biomassa totale di tutti i mammiferi terrestri e marini del pianeta si ritiene che solo il 4% sia ancora allo stato libero e selvatico, mentre il restante 96% è composto da voi umani e dai vostri allevamenti animali.
Per gli uccelli: il 30% è allo stato selvatico; il restante 70% è il vostro pollame da allevamento. »

Cosa aggiungere? Abbiamo già estinto praticamente tutto. Non c’è quasi più nulla di cui l’homo sapiens non decida della vita o della morte, ed è dunque difficile pensare che l’uomo di Neanderthal sia sfuggito a questa sorte.



CONCLUSIONE.

In questi 2 video abbiamo sorvolato temi che potrebbero aprire un dibattito etico o morale quasi eterno, come per esempio la nostra convinzione che esista un fossato profondissimo tra noi e il regno animale quando è invece evidente la nostra discendenza da un antenato comune alle scimmie in un passato non così lontano.

Oppure sul nostro impatto ecologico in un pianeta di cui ci siamo arrogati il diritto di considerarlo come nostra proprietà quando è chiaro che nessuno ci ha mai messo le chiavi in mano.

O ancora sulla nostra voglia di considerarci come un bellissimo e unico miracolo della natura quando è difficile ignorare gli altri nostri aspetti tutto fuorché angelici.

Per non parlare di come potrebbero essere strumentalizzate da alcune ideologie le recentissime scoperte del DNA di Neanderthal in alcune popolazioni moderne.


Ma avrete notato che non abbiamo aperto queste porte: siamo quello che siamo e questo canale non ha vocazione moralizzatrice . E questa scelta di posizione non significa che il canale sia privo di una sua convinzione morale, ma semplicemente non si sente legittimo e forse nemmeno all’altezza di suggerirvi come valutare temi potenzialmente così carichi di implicazioni.


Limitiamoci dunque alla constatazione puramente fattuale e scientifica che, contrariamente alle altre specie umane che ci hanno preceduto e che per 2 milioni di anni anni avuto un impatto neutro sull'ecosistema, noi Sapien abbiamo avuto fin dalla preistoria la costante caratteristica di influire fortemente e in poco tempo sull’equilibrio di flora, fauna e catena alimentare circostante.


E in antropologia questa evidenza solleva la domanda legittima di in che misura abbiamo potuto contribuire all’estinzione delle altre specie umane, ed in particolare quella dell’uomo di Neandertal che abbiamo visto essere una specie umana molto evoluta e apparentemente non pre destinata all’estinzione.

E se è piuttosto scontato e naturale che Sapiens abbia contribuito all’estinzione del Neanderthal se non altro involontariamente nella competizione per le risorse, il dibattito scientifico è controverso: alcuni studiosi avanzano argomenti che escludono una responsabilità attiva e diretta di noi Sapiens, altri invece sollevano dubbi e argomenti molti forti.


In conclusione, la scienza non ha ancora chiarito con certezza se gli abbiamo scavato la fossa e lo abbiamo buttato dentro di forza o se siamo solo il piccolo chiodino innocente che ne ha giusto chiuso per sempre il sarcofago.


Aspettando che nuove scoperte facciano luce su questo mistero, nel frattempo, cari amici, continuate ad appassionarvi di scienze…se ne avrete il coraggio.

A presto.




FONTI


https://it.wikipedia.org

“Sapiens: A Brief History of Humankind”. by Yuval Noah Harari (2015)

https://www.amazon.com/Sapiens-Humankind-Yuval-Noah-Harari/dp/0062316095

https://it.wikipedia.org/wiki/Ibridazioni_tra_esseri_umani_arcaici_e_moderni#:~:text=Il%20DNA%20derivato%20dai%20Neanderthal,derivato%20dall'uomo%20di%20Denisova.

“A Draft Sequence of the Neandertal Genome” by Richard E. Green, Johannes Krause e Adrian W. Briggs (2010)

https://www.science.org/doi/10.1126/science.1188021

Néandertal – Enquête sur une disparition – Les Dossiers de la Recherche – N°24

La nouvelle histoire des hommes disparus – Science et Vie – N°235

Extinction de Néandertal – Etude du CNRS publiée en Décembre 2008

“Neanderthal nu” - di Ludovic Slimak

https://www.focus.it/scienza/scienze/uomini-e-piante-dominano-la-terra

https://www.theguardian.com/environment/2018/may/21/human-race-just-001-of-all-life-but-has-destroyed-over-80-of-wild-mammals-study

https://www.unife.it/interfacolta/lm.preistoria/insegnamenti/paleontologia-umana/materiale-didattico-1/anno-accademico-2016-17/i-primi-ominini-2016-2017.pdf

Walking With Lucy | California Academy of Sciences

https://www.calacademy.org/


 
 
 

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